Luciano Boero, La Locanda delle Fate. 40 anni di amore delle lucciole

Jpeg

Negli anni ’70 in Italia ci fu un vero e proprio fiorire del genere Progressive, con molte formazioni che fecero uscire degli album pregevoli, ma che in gran parte furono costrette dal cessato interesse discografico degli anni ’80 a sparire dai grandi palcoscenici. Ma non dal cuore degli appassionati, che non li hanno mai dimenticati, e testimoniano ancora oggi il loro affetto alle band storiche. La Locanda delle Fate è una di queste, il co fondatore Luciano Boero ci racconta come hanno deciso di organizzare il loro tour d’addio.

Eccoci con Luciano Boero de La Locanda delle Fate.
“Ciao saluto tutti gli ascoltatori.”

Il concerto di Roma è andato, voi state facendo la tournée per quale occasione?
“Come giustamente abbiamo scritto nel titolo della tournée è un farewell tour, tour dell’addio, vuol dire che in questo 2017 cogliendo l’occasione dell’anniversario dei 40 anni dalla pubblicazione del nostro primo “Forse le Lucciole non si Amano Più” abbiamo deciso di comune accordo di mettere fine alla carriera di musicisti di palcoscenico, col 2017 La Locanda delle Fate cesserà le esibizioni live.”

È un’uscita in grande stile però, con una tournée nazionale e non solo.
“Sì, anche internazionale, a novembre andremo in Brasile, comunque abbiamo voluto concludere la carriera, sono passati 40 anni però noi siamo assieme dal 1971 e attualmente sul palco ci sono tre membri fondatori, Giorgio Gardino e Oscar Mazzoglio, con cui tra l’altro avevamo cominciato con un altro nome nel 1969. Dopo tutti questi anni volevamo chiudere in bellezza, siamo settantenni, bisogna rimaneggiare le formazioni.”

Ma se suonano i Rolling Stones potete suonare anche voi…
“Hai detto un esempio di cui io sono un fan, fossi al loro posto io avrei già smesso. Diciamo così [ride, ndr].”

Sono incuriosito dal concetto di “Locanda 2.0” di cui avete parlato al concerto, canzoni messe lì e non incluse nel primo album.
“Sì è successo nel 1977, dopo aver pubblicato “Forse le Lucciole non si Amano Più” avevamo idee sufficienti per fare un altro LP ed era previsto dal contratto con la Polydor, ma ahimè proprio perché il genere stava declinando il secondo LP non ce lo fecero fare e si fece uscire un 45 giri “New York / Nuove Lune”. CI trovammo col materiale fatto che non era entrato nel primo, un po’ perché il tempo complessivo sarebbe stato eccessivo, potevano starci solo 45 minuti di musica in un LP e un po’ perché non erano ancora completamente pronte. Così La Locanda 2.0, che è una formazione a 6 elementi invece che 7 come la storica, ha in organico 4 originali e 2 aggiunti e con questi abbiamo recuperato le vecchie idee, le abbiamo portate in sala e incise. “The Missing Fireflies” finalmente han visto la luce, nella veste discografica che a loro spettava.”

L’altra sera il vostro fan numero uno giapponese non c’era, il fan che venne a vedervi prendendo un aereo apposta…
“È venuto più volte, nel 2010 ad Asti, venne a Roma al Planet due tre anni fa e pure in Veneto e a gennaio a Milano a trovarci. Lui viene abitualmente e verrà ad Asti il 9 dicembre al concerto conclusivo.”

Oltre al 9 dicembre quali altre date sono previste ancora?
“Noi facciamo il 7 ottobre al teatro Govi di Genova, il 10 novembre a Brasile a Rio De Janeiro e poi saremo ad Asti il 9 dicembrine, concerto di chiusura.”

I centro e sud americani davvero apprezzano il Prog italiano.
“Sì lo abbiamo visto quando andammo al Baja Prog a Mexicali, effettivamente il centro e sud America ha uno stuolo grandissimo di sostenitori del Prog.”

Noi di Rock Polis e Radio Godot ti auguriamo “you’ll be great” per i prossimi concerti.
“Grazie a te, alla radio e a quelli che ci ascoltano da me e tutti della Locanda!”

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