L’ultimo eroe di un calcio che non c’è più

totti

Ci sono giocatori che vanno verso il pallone, quasi tutti. E ci sono palloni che vanno dai giocatori. Succede solo ai più bravi.

Il calcio, per quello che mi riguarda, rimane uno sport nonostante sia ormai più che evidente che in Italia la televisione, le radio, il merchandising, molti presidenti, lo stato con le sue scommesse e le varie lotterie lo abbiano imprigionato all’interno di un irreversibile business mediatico con fine puramente economico e che dallo stesso traggono dei ricavi finanziari incalcolabili.
Tutto questo ha avuto inizio ormai anni fa e coincise con l’avvento delle prime tv commerciali e si radicò ancor di più quando, le stesse, ottennero l’autorizzazione a trasmettere i loro programmi su scala nazionale.
Ancor prima di tutto questo Francesco Totti già giocava al calcio. Era poco più di un bambino, ma già correva sui campi dietro ad un pallone. Sono passati anni, più di venti dal suo esordio, il calcio, nel frattempo ha cambiato i suoi regolamenti, ha incrementato il numero degli arbitri, ha inserito le telecamere, ha inventato nuovi palloni, ha sopportato scandali ma, Francesco Totti, accompagnato solo ed esclusivamente dalla sua classe purissima, dal suo inossidabile talento, è ancora in campo a raccontare calcio, a far vivere il calcio, a incantare con le sue magie.
Molti calciatori hanno lasciato la loro impronta nel cuore dei tifosi, ma nessuno, nell’ultimo ventennio ha avuto pari grandezza umana e calcistica. Nessuno.
Ogni calciatore che arriva alle grandi ribalte [tranne rarissime eccezioni che forse non si contano nemmeno sulle dita di una mano], grazie al suo procuratore, entra a far parte di un circo costituito perlopiù da mercenari senza scrupoli che non hanno un briciolo di qualità personale, di rispetto per nulla e nessuno e che puntano solo ed esclusivamente ad un loro tornaconto economico personale. I calciatori, praticamente tutti, che riescono a dimostrare un minimo di qualità tecnica, anche solo appena appena accennata, e hanno dei procuratori mediamente abili cambiano maglia come niente fosse, cambiano maglia con la stessa frequenza con cui si cambiano gli asciugamani in un albergo di lusso e lo fanno con un’unica mira: guadagnare di più.
Se ne infischiano bellamente del giuramento di fedeltà che operano nei confronti dei tifosi e della società verso cui approdano, analogo peraltro a quello fatto qualche mese prima ad un’altra società, quella di provenienza. In realtà stanno giurando fedeltà temporanea a chi garantisce loro denaro e fama, in attesa del successivo ingaggio.
Ma in questo circo calcistico pieno di parassiti che si fingono giornalisti, opinionisti del nulla, allenatori disoccupati, procuratori cinici e truffaldini, telecronisti e radiocronisti raffazzonati, calciatori perlopiù mediocri, l’unica figura umanamente rispettabile per la propria scelta di vita e non solo, per la passione sportiva, per la assoluta fedeltà ad un unica maglia, per l’infinito rispetto che nutre nei confronti dei suoi tifosi è Francesco Totti, il capitano, l’unico vero capitano di una squadra di calcio.
Francesco Totti, un patrimonio italiano, un uomo soprattutto. Un uomo e un simbolo per un’intera città. Forse l’unico calciatore che, in luogo dell’affetto che ha sempre avuto e dimostrato nei confronti di un’unica squadra, l’AS Roma e dei suoi tifosi, ha saputo rinunciare a ribalte calcistiche importanti dicendo di no a quei mecenati del calcio abituati a comprare e vendere, senza battere ciglio, spendendo milioni e milioni di euro, calciatori, allenatori, massaggiatori ecc… quando non addirittura, alcuni scandali insegnano, partite, arbitri e la rettitudine in campo di certi calciatori.
Un uomo che con il suo comportamento e la sua dedizione ha dimostrato che si può essere grandi senza essere al soldo di qualcuno se non della propria passione e del proprio amore per un’unica squadra.
Un uomo, un professionista assoluto, come non ce ne sono più nel calcio. Un uomo nato a Roma e che per la sua squadra e i suoi tifosi ha dato sempre tutto quello che poteva e non solo calcisticamente.
A chi non lo ha avuto nelle proprie file non rimane altro che discuterlo, che parlarne male, che mettere in dubbio le sue qualità calcistiche o criticarlo perché non arriva a comprendere quella sua sana e genuina spocchia, tipicamente romana, che ogni tanto irrompe in lui ma che nulla toglie alle sue straordinarie doti calcistiche.
La sua tecnica cristallina e inarrivabile, la sua carriera ultraventennale costellata di giocate straordinarie sono l’unica riposta possibile a chi non ha capito che in Italia nessun calciatore è stato mai come Francesco Totti e nessun altro lo sarà mai.
Il calcio italiano, tutto, abbia cura e rispetto Francesco Totti, lui è l’ultimo eroe di un calcio che non c’è più e che probabilmente finirà quando lui, speriamo più tardi possibile, appenderà gli scarpini al chiodo.
Francesco Totti, l’unico e ultimo calciatore professionista dal talento inalterato nonostante l’età che, in mezzo a tanti divi mediocri è ancora capace di far sognare i suoi tifosi; l’unico che, tra tanti manovali del pallone, dopo oltre quattro lustri, ancora scende in campo con la stessa passione, con gli stessi occhi di quando a sedici anni, il 28 marzo 1993, esordì in quel di Brescia.

 

 
Massimo Gallo

 

 

Massimo Gallo

Massimo Gallo

Massimo Gallo, nasce e vive a Roma. Per anni ha lavorato nell’ambiente artistico e gran parte della sua attività si è fondata sullo studio dell’immagine in movimento e sull’utilizzo della stessa affiancata alla parola detta o recitata. Ha collaborato alla messa in scena di spettacoli teatrali, multimediali e musicali e, per gli stessi, ha realizzato lavori in video, videoclip promozionali, cortometraggi ecc.... Ha prodotto molto materiale testuale fra cui racconti brevi, monologhi per il teatro, scritti di poesia e prosa, presentazioni e prefazioni nel campo della pittura e della scrittura. Ha editato libri, si muove nell'ambiente dell'editoria come free lance e conduce una rubrica radiofonica notturna dal titolo "Sentieri Notturni".

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