“MI SPIACE MA NON SIAMO INTERESSATI”

curriculum vitae

Siamo tutti alla ricerca spasmodica di un lavoro che ci dia soddisfazione, che ci faccia sentire utili al mondo o che, almeno, ci piaccia un pochino. Più si va avanti in questa ricerca e più si incontrano personaggi strani, dei moderni Mefistofele (ma sempre con le corna) che ci propongono contratti di vario tipo: a tempo determinato (una settimana), contratti vocali, unte strette di mano, cenni del capo, contratti nascosti in qualche caveau, contratti col sangue, contratti con tanti e minuscoli asterischi, contratti casuali con l’utilizzo di parole a caso o il classico “ci siamo messi d’accordo così”. Insomma, per farla breve, non è mai quello che speriamo: un contratto vero.

Poco tempo fa mi è capitato di mandare il CV in una redazione famosuccia che, stranamente, mi ha risposto. In realtà, avevo già provato a contattarli proponendo un paio di articoli e la risposta (già puzzava solo questa) mi aveva lasciato a bocca aperta: “Nonostante i pezzi siano molto interessanti, non siamo interessati.

Eh? No..non era una supercazzola alla Amici Miei, è stata una vera risposta. Immemore di quest’esperienza, avevo comunque deciso di riprovare e così mi sono buttato.

Dopo aver inviato, come dicevo, il CV mi hanno risposto con una lunga mail piena di spiegazioni su chi erano, cosa e perché lo facevano e, soprattutto, l’età giusta (max 35 anni). Ok avevo tutto.

Ho richiesto, a quel punto, un incontro, un colloquio per conoscersi, per capire e per vedere la persona per la quale avrei dovuto scrivere. In questo lavoro bisogna sempre chiedere un face to face, perché si sa che le mail vanno in spam oppure i diretti interessati non ti rispondono, manco fosse il 15 agosto.

La mattina del colloquio mi precipito all’indirizzo indicatomi, un palazzo storico in centro con il citofono dorato e la targhettina con il logo e il nome della redazione inciso sopra. Finalmente una cosa seria!”.

Premo subito il pulsante del citofono e mi accorgo che il pirulino del pulsante casca per terra…ok qui c’è qualcosa che non va. Cerco il bottone cascato e provo ad avvitarlo alla meno peggio..non pensavo di essere così forte, ma avrei dovuto capire il segnale divino!

Mi aprono ed entro in questo piccolo androne alla ricerca dell’ascensore, salgo e mi ritrovo sul pianerottolo del piano desiderato. Avevano speso i soldi per la targhetta del citofono e non per quella del campanello, infatti,  mi sono ritrovato davanti a due porte, come nei quiz, e fare ambarabàcicìcocò. Ho suonato, alla fine della filastrocca, e ho sbagliato, perché la porta non era quella. Magicamente, la porta corretta si apre, io entro e..non c’era nessuno sulla soglia.

Mi richiudo la porta delle meraviglie alle spalle sussurrando “Salve, c’è nessuno?” niente. Decido di riprovare, magari con una piccola tosse iniziale, “ehm buongiorno”..davanti a me un gigantesco cartonato del logo della redazione. Ah ovviamente le luci non erano accesissime. Finalmente sento una voce maschile proveniente da una stanza: “Vieni sono qui”.

Ah..va bene”. Fondamentalmente era una casa adibita, un po’ male, a “redazione”. Attraverso il corridoio superando 2 camere abbastanza spoglie e giro a sinistra, entrando in questo ex salone.

Nella sala era presente un tavolone rettangolare in legno chiaro sormontato da scritte di vario genere, ma mi spiego meglio: tutti a scuola scrivevamo o incidevamo il banco con frasi, parole o disegni di varia natura (soprattutto fallica), ecco, il tavolone era proprio così..solo senza un filo logico..probabilmente lo avevano raccattato in qualche negozio di sfascio.

Disposte al tavolone, 4 ragazze intente a scrivere al pc e, a capotavola, un omone quasi sdraiato sulla sedia, anche lui al computer.

Salve”… “oh ciao, siediti” mi dice il ganzo con un maglione verde pisello e il risvolto ai pantaloni color cachi, indicandomi una sedia al suo fianco su cui era poggiato il suo giaccone. Di solito, quando si invita qualcuno a sedersi si spostano i propri affetti personali…in questo caso non era così, per lui avrei dovuto sedere proprio sul suo cappotto. “Ehm non vorrei rovinartelo” “Non c’è problema..ah ma forse vuoi che lo levi?” beh fai un po’ come ti pare Mr. Manzotin…

Dopo aver vinto la mia battaglia ed aver spodestato il cappotto, mi siedo sfoderando il mio sorriso – nel frattempo, le 4 ragazze mi avevano scannerizzato dalla testa ai piedi – “bene” inizio io. Silenzio. “Allora, come va?”… “b-bene, a parte il caldol’argomento clima ha sempre messo d’accordo tutti, ma io l’avevo buttata lì così e non intendevo veramente parlare del clima… “hai ragione guarda fa un caldo incredibile non è normale…vero ragazze?”oh sisisisi hai ragione”. Ma sta succedendo davvero? Mi sono chiesta.

Bene”. Silenzio. “Bene”. Ok se non inizio io qui facciamo notte, ho pensato..“Allora volevo sapere un po’ come funziona” “Beh..noi scriviamo, per lo più ci occupiamo solo di estero, ecco a noi l’Italia non interessa” “nemmeno il risvolto sociale?”beh dipende dalla storia..non tutte, boh si può vedere ma alla fine non ci interessa mai” chiarissimo… Questo colloquio è stato praticamente gestito da me, ho interpretato magistralmente Marzullo chiedendomi e dandomi risposte. Poi, è arrivato il fatidico quesito: RETRIBUZIONE?Beh, dipende da tante cose” ah come dal macellaio: la spalla è diversa dal culatello, mi sembra corretto. Dopo aver esaurito le domande e quindi anche le risposte, ho gentilmente salutato (ovviamente anche le statue di cera al pc) e mi sono avvicinato alla porta per andar via, il manzo, forse memore della poca educazione iniziale, mi ha anche accompagnato alla porta stringendomi la mano e dicendo “allora aspetto notizie, intanto beh tante belle cose”…un ottimo colloquio.

Non mi son fatto più sentire, per ovvi motivi. Ma sul bus di ritorno non potevo non pensare a quante persone seguono, condividono e leggono questo giornale senza sapere cosa ci sia dietro: una “redazione” con la moquette puzzolente e sporca sui cui poggiano i piedi persone che fanno credere di voler dare una possibilità ai propri coetanei, ma a cui, in realtà, non frega proprio nulla perché loro stanno bene così..te chi sei?

Qualche giorno dopo ho scoperto che questi tipi scopiazzano e traducono, senza citare la fonte, articoli da siti esterie sono stati beccati e sputtanati da una giornalista che conosce l’italiano. Non so come finirà, forse tornerà tutto come prima, ma è certo che, finalmente, ho capito di non essere più interessata perché, stavolta, erano loro a non essere interessanti, solo puzzolenti.

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