Moreno Delsignore, Risveglio. Personalità in acustico

moreno_delsignore

Dopo aver militato per più di venti anni nella Rock band Scomunica e aver collaborato con numerosi artisti nazionali ed internazionali, Moreno Delsignore ha deciso d’intraprendere un ambizioso progetto solista piuttosto particolare, fatto di acustica e canzoni ispirate. E ha anche deciso di offrire qualcosa in cambio di un aiuto che tramite Musicraiser i suoi fan potranno offrirgli.

Eccoci qua con Moreno Delsignore. Ciao Moreno!
“Ciao a tutti gli ascoltatori di Rock Polis.”

In qualche modo gli ascoltatori ti conoscono già, perché sei stato un vocal tutor di Giulia Gregorig, nostra amica che abbiamo intervistato poco tempo fa.
“Bravissima artista Giulia, qualcosa di raro e prezioso.”

Moreno ha fatto questo album molto particolare, con la sua bellissima voce: “Risveglio”, di cui abbiamo sentito la title track. Sono 16 canzoni addirittura?
“Sì, questo è un lavoro mio, ma c’è stato un poule di lavoro che mi ha accompagnato e dopo ne parleremo, ne sarei contento. C’è stata una lunga, lunga gestazione di questo disco, dedicata innanzitutto alla ricerca degli argomenti, dei testi che sono emersi. Ho voluto scrivere in una forma cantautorale molto semplice, chitarra e voce, pianoforte e voce, invece che dare spazio a quelle che erano le mia abitudini storiche, perché per 30 anni con gli Scomunica abbiamo fatto Rock e Hard rock, lasciando un buon segno nell’ambito nazionale. Però sentivo l’esigenza di un abito diverso per la mia musica.”

Questo abito gliel’hai dato in maniera consistente, abbiamo sentito gli arrangiamenti particolari. Ma ancora non è uscito?
“No, non è uscito. Voi avete avuto un’anteprima pressoché definitiva, ma ne parlavo poco fa col mio prezioso collaboratore Federico Provini, fonico di questo album. co-produttore insieme a me e ingegnere del suono. Lo remixeremo ancora una volta perché come tutte le cose vanno rinfrescate per portarle al pubblico nel migliore modo possibile, e lo faremo alla fine di dicembre. Poi i primi di gennaio al termine della campagna di Musicraiser faremo uscire questo lavoro.”

Hai citato Musicraiser, quindi andate sul suo Facebook a dargli il like e al link della sua campagna potrete aiutarlo a finanziare il suo tour in tutta Italia.
“Sì esatto, la volontà è proprio questa: finanziare non tanto il disco che è stato realizzato ma la promozione nel 2018 e una serie di date nelle principali situazioni italiane che verranno scelte anche con un’ottica culturale e artistica, luoghi dove la gente abbia la volontà di ascoltare, ma anche di bellezza. Credo che la bellezza salvi un pochino il mondo, e allora cerchiamo di portare della bellezza, dell’arte, dell’attenzione. cerchiamo di portare questo germoglio di risveglio, di far uscire le piantine da sotto terra.”

Risveglio”, non per niente hai citato proprio il tuo album.
“Sai, credo che sia qualcosa che mi rappresenta, ma non soltanto me. In fondo se penso al percorso di grandi artisti che ho seguito e in un paio di casi omaggiato all’interno del disco, con “Innuendo” dei Queen e “High hopes” dei Pink floyd. Ho voluto omaggiare due di questi padri formativi che per me sono stati importanti, non gli unici ma importantissimi. Allo stesso modo ci sono anche sfumature provenienti dal percorso artistico di Robert Plant del Led zeppelin, come posso dire, tutte queste cose mi hanno fatto guardare a questi artisti con degli occhi diversi, e voglio citare questo piccolo esempio. Da ragazzo mi innamoravo di un disco e poi aspettavo l’album successivo assetato come uno nel deserto, sperando di trovare quello che avevo già ascoltato. E invece rimanevo costantemente deluso perché al primo ascolto mi sembrava fosse qualche cosa di non bello come quello precedente. Ma non capivo, ero troppo giovane per capire che il vero artista è sempre in evoluzione e non ripete un cliché. Questo l’ho capito dopo ed è diventato il mio diktat, il modo in cui mi muovo musicalmente.”

Rinnovamento, evoluzione è la parola chiave. Coraggioso nel fare questa “Innuendo” acustica, molto particolare e ben riuscita. Ricordiamo che nel tuo Musicraiser dandogli i soldi potrete avere qualcosa in cambio: il suo CD o il DVD o lezioni vocali da lui. Insomma vi viene dato qualcosa in cambio.
“Certo, devo dire che non è facile per un artista della mia generazione, che ha fatto parte di un periodo in cui le etichette discografiche pagavano la realizzazione dei dischi, pagavano il tour. Io ho avuto la fortuna di vivere quei momenti così come la fortuna di registrare ancora in analogico, e di fare delle esperienze pazzesche come il festival di Sonoria, suonando con artisti di calibro mondiale. Quel mondo lì non esiste più, e questo vuol dire che ne dobbiamo guardare e inventare uno nuovo, dobbiamo cambiare il nostro sguardo. Ecco perché una situazione come il Musicraiser, che una volta non avrei nemmeno preso in considerazione, invece è quanto di più realistico ci sia, perché gli Eagles stessi fanno questo, i Marillion fanno questo. Da anni loro vendono il loro prodotto prima di realizzarlo direttamente ai loro fan, e quindi si autofinanziano i progetti e le realtà che possono portarmi ai tour e a quant’altro. Quindi ho pensato che nel nostro piccolo è una cosa che può succedere anche qui, Musicraiser è una bella iniziativa che ha già dato la possibilità a molti artisti di realizzare i propri obiettivi, e ha tra l’altro un bellissimo palcoscenico di quasi duecentomila realtà iscritte. Ci sono persone, strutture, case discografiche, tante situazioni che possono contribuire a mettere in movimento la macchina che serve a un artista.”

Rispetto a 20 anni fa vedo che il livello tecnico si è alzato ma è difficile trovare qualcosa che rimanga impresso. Secondo te è stato già detto tutto o ci si concentra troppo sulla tecnica?
“Credo che anche qui si tratti di un punto di osservazione. Molte delle cose meravigliose che abbiamo ascoltato tra la metà dei ’60 e la metà dei ’90 sono state comunque di grande ricchezza. Viviamo un periodo storico particolare, molte cose di sperimentazione degli anni ’70/’80 erano gradevoli all’ascolto, perché fruivano ancora della struttura canzone. Con l’avvento dell’informatica e la possibilità di prepararsi con molto materiale, lo si fa spesso in modo caotico. Chi ha una guida può avvicinarsi a contenuti più significativi, chi non ce l’ha apre Youtube e si avvicina a contenuti di mainstream e conosce solo quelli. Io sono tanti anni che insegno, la prima domanda che faccio è “che cosa ti piace, cosa ascolti”, la risposta canonica è “un po’ di tutto” ed è una risposta terribile. Non è vero che a tutti piace la carbonara o la pizza, c’è il gusto, che è un qualcosa che spesso è andato perduto all’interno anche di una ricerca meramente tecnica. Ho conosciuto centinaia di musicisti in questi anni e pochissimi sono quelli che hanno lasciato un segno espressivo, ci sono degli artisti non così noti come Tommy Fiammenghi con cui ho collaborato 15 anni, che ha un suo progetto artistico bellissimo, Diego Esposito che è un giovanissimo cantautore. Per dirti che ci sono realtà completamente diverse tra loro che hanno trovato un canale espressivo, perché sono loro per primi a emozionarsi ed emozionare chi li ascolta.”

Vogliamo salutare e ricordare chi collabora con te nel tuo disco?
“Certo, con piacere. Ci sono stati due periodi di lavoro, ho citato Federico Provini del PFL studio dove abbiamo registrato. In quel periodo ho collaborato con una serie di musicisti: Stefano Bergonzi alle chitarre, Silvia Mangiarotti e Stefano Mangiarotti agli archi e una serie di persone con ruoli diversi, percussionisti, uno splendido coro di una ventina di persone che hanno partecipato alla realizzazione di “High hopes” dei Pink floyd e sono tutti miei ex allievi venuti da tutta Italia. Attualmente al mio fianco ho un poule di persone che mi accompagna nei live e proseguirà con me che sono Giovanni Ghioldi alla chitarra, Alberto Steri chitarra anche lui, Emiliano Cava alla batteria e Giulia Gregorig, che è la mia tastierista. Il ruolo di basso al momento è vacante e decideremo poi il da farsi.”

Ritroviamo l’amica Giulia al tuo fianco.
“Mi tratto bene, mi tratto molto bene [ride, ndr].”

Moreno Delsignore: cercatelo su Facebook, date il contributo su Musicraiser così potrete avere il suo CD o DVD e aiutarlo in questo progetto.
“Vorrei salutare Roberto Valle, bravissimo chitarrista, musicista e arrangiatore della scena romana col quale spero presto riusciremo a combinare qualcosa. Ce lo siamo un po’ promessi, vedremo. Grazie a tutti, un abbraccio.”

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>