Oltre la metà dei giovani europei si sente emarginata dalla società

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Secondo un’indagine Eurobarometro, il 57% degli under trenta si sente esclusa dalla vita economica e sociale del proprio paese a causa della crisi degli ultimi anni. Disagio più forte in Grecia, Portogallo, Cipro, Spagna e Italia (dove il 78% dei giovani si sente escluso). Ma in pochi vogliono fuggire all’estero

ROMA – Esclusi, messi ai margini dalla vita economica e sociale del proprio paese come conseguenza della crisi degli ultimi anni. Così si sente la maggioranza assoluta dei giovani tra i sedici e i trent’anni nell’Unione europea. A dimostrarlo, un indagine Eurobarometro commissionata dal Parlamento europeo, che ha indagato lo stato d’animo di circa 1,300 giovani, intervistati ad aprile 2016 nei ventotto Stati membri. Ben più della metà di loro, è risultato dallo studio, ha l’impressione che la crisi abbia avuto un impatto diretto sul proprio ruolo della società, in cui ritengono di essere stati messi ai margini. A livello europeo a provare questo senso di esclusione è il 57% dei giovani, contro il 39% che invece non avverte il problema. Gli under trenta che si sentono marginalizzati sono più della metà in ben venti Stati su ventotto, ma le differenze rimangono molto forti a livello nazionale.

Come era facile immaginare, il disagio più forte è percepito in quegli Stati che sono stati colpiti più violentemente dalla crisi economica e in cui la disoccupazione giovanile rimane molto elevata. Si sente messo ai margini della società ben il 93% dei giovani greci, l’86% dei portoghesi, l’81% dei ciprioti e il 79% degli spagnoli sotto i trent’anni. La percentuale è molto elevata anche in Italia dove si sente escluso dalla vita sociale ed economica il 78% dei giovani, contro appena il 18% che invece dichiara di non avvertire questo problema. Cifre di tutt’altro tenore rispetto a quelle della Germania, dove appena il 27% dei giovani dichiara di essersi sentito colpito dalla crisi economica, ma anche di Malta (28%) o della Danimarca (31%).

Di fronte a questo senso di esclusione dal proprio paese è naturale fuggire all’estero? Per i giovani europei non pare essere questa la risposta. Il 61% degli under trenta dichiara di non volere studiare, lavorare o svolgere esperienze formative all’estero, contro un 32% che invece vorrebbe farlo. In tutta l’Ue, ben l’88% dei giovani tra i 16 e i trent’anni dichiara di non avere mai lavorato o studiato in un altro paese europeo. Solo una piccola parte degli intervistati dichiara poi di sentirsi davvero costretta ad abbandonare il proprio paese in conseguenza della crisi economica: appena il 15%, contro l’81% che invece non ha sentito l’esigenza di fuggire. Anche qui le cose cambiano da Stato a Stato. Questa mobilità forzata riguarda il 51% dei giovani a Cipro, il 43% in Grecia, il 41% in Portogallo. La percentuale cala a picco in Italia dove, nonostante il senso di esclusione, si sente costretto a partire per l’estero soltanto il 26% dei giovani contro un 66% che dichiara di non sentire questa esigenza.

 

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