Osanna, Live in Japan. Sonorità partenopee a oriente

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Il cammino degli Osanna nel mondo del Prog dopo gli anni ’70 è ripreso a opera di Lino Vairetti, membro storico che ha tirato di nuovo su tutto quasi 20 anni fa. La piena carica, la commistione tra Folk napoletano e Progressive di un tempo è stata mantenuta e portata a nuovi livelli di spettacolarità, tanto da arrivare fino in Giappone per un concerto ricco di passione, bravura e ospiti. Ma parlarne con lui in fondo è solo un pretesto.

Eccoci qui con Lino Vairetti. È un grande onore di averti qui, figura storica del Prog italiano, hai rifondato gli Osanna e nella discoteca di ogni amante del Prog “L’uomo” degli Osanna ci deve essere.
“Ciao a tutti voi, buon pomeriggio in musica. è un piacere essere qui.”

Parliamo dei progetti presenti, questo triplo CD che avete fatto uscire in questi giorni.
“Sì questo è un legame con la giapponese King records, perché noi abbiamo fatto questo mega concerto per presentare “Palepolitana” nel 2015. Nell’occasione della presentazione internazionale, la prima esibizione e presentazione di quell’album, doppio vinile e CD con tutti brani originali, al Club Città di Kawasaki avevamo quattro ospiti: David Jackson, sassofonista dei Van der Graaf Generator, Corrado Rustici chitarrista dei Cervello, dei Nova e grande produttore italiano e internazionale, Jenny Sorrenti dei Saint Just e Gianni Leone de Il balletto di bronzo. Per cui abbiamo fatto tutto il nostro repertorio più dei brani della storia di questi quattro ospiti, più loro hanno suonato dei brani nostri, insomma un concerto di quasi 4 ore è stato messo su questo triplo CD dalla King records. Poi noi ci abbiamo fatto un lavoro di mixaggio ed editing in post produzione. Lo abbiamo fatto qui a Napoli: loro ci hanno mandato tutte le tracce, noi l’abbiamo pulito, abbiamo tolto tutte le parti di presentazione, insomma abbiamo fatto dei piccoli tagli per renderlo un po’ più corto, ma comunque sono 3 ore e 40. È uscito in tutti i negozi del mercato asiatico, e chiaramente via internet, visto che oggi si può comprare tutto online, chi vuole lo può acquistare. Non so se ci sarà mai una distribuzione italiana, per ora io non mi cimento in questo mercato perché ho già un live che è “Pape satan aleppe” a cui tengo molto e non me la sento di accavallare le cose. Chi lo vuole comprare in qualche modo lo prenda online oppure, visto che io ho pochissime copie che ho comprato, le posso rivendere senza guadagnarci nulla ai miei concerti. Qualcuno se lo vuole lo può acquistare anche autografato.”

Sì “Pape satan aleppe” uscito nel 2016 è veramente un live strepitoso, in Italia si può acquistare quello.
“Sì è bello e in più ha l’inedito “Pape satan aleppe” e dei brani storici che abbiamo risuonato come “Vorrei incontrarti” di Alan Sorrenti, “Auschwitz” dedicato a Guccini e all’Equipe 84 in particolare, l’omaggio a Francesco Di Giacomo dei Banco e “Il mare” che abbiamo dedicato al grande Pino Daniele, nostro compagno di viaggio che purtroppo è scomparso.”

Io vedo che avete fatto veramente tanti omaggi in questo disco: Guccini, Sorrenti, quelli che hai citato tu, e anche nei medley “Purple haze” di Jimi Hendrix, i Led zeppelin. Siete veramente un gruppo eclettico, come lo siete in “Palepolitana” perché si sente veramente una grande mescolanza di Progressive e Folk napoletano, bella e godibile. Non dico che avete preso “Funiculì funiculà” e l’avete messa in tempi dispari, ma è una contaminazione nuova, diversa, che incuriosisce e piace.
“Noi abbiamo anche la fortuna, perché per me questa è una fortuna, di essere napoletani, perché il dialetto e la cultura ci danno la possibilità di attingere in questa grande tradizione e ci consente di avere un’identità che si distingue da tutto il Rock internazionale. Essere napoletani non è da poco, è un valore aggiunto e l’ho potuto avere già dalla prima formazione con “Palepoli”, il famoso “Fuje ‘a chistu paese”, utilizzare comunque tutto il dialetto. Oggi con “Palepolitana” c’è stato anche un lavoro fatto sui brani storici che sono “Michelemmà”,Fenesta vascia” che io ho voluto proprio riprendere nella loro essenza e modificarli con estrema cattiveria [ride, ndr], nel senso che non ho avuto nessun dubbio nel voler mettere la mia creatività all’interno di questi due pezzi meravigliosi, cambiare le musiche e adattarle al sound nostro, Osanna, che oggi è un sound molto forte. Lo dico con estrema verità perché, sarò presuntuoso nel dirlo però anche obiettivo, veramente mi rendo conto che il gruppo funziona molto bene, ha una dinamica straordinaria, quindi sono felice di questo nuovo percorso con questa nuova band.”

Quindi salutiamo i tuoi compagni di viaggio.
“Ma certo! Allora in primis Gennaro Barba, batterista che è quello più vicino a me come età, dopodiché c’è al basso Nello D’Anna, che non ha nulla a che vedere con Elio D’Anna [membro storico anni ’70, ndr], solo lo stesso cognome per caso. Poi abbiamo Sasà Priore al pianoforte, organo e tastiere, Paco Pasquale Capobianco alla chitarra elettrica, che è l’unico oriundo perché lucano e non campano, quindi abbiamo anche noi uno straniero, il nostro Maradona insomma [ride, ndr]. Poi c’è Irvin Luca Vairetti, mio figlio che suona con noi, fa la voce insieme a me e in più c’ha tutta la parte dei synth e strumenti vintage come il mellotron, queste cose qui, a lui ho affidato questo compito un po’ più storico. Poi con noi si aggiunge quasi sempre dove è possibile David Jackson dei Van der Graaf, che ormai è il nostro sassofonista come elemento in più. Infine non posso non parlare del nostro fonico Alfonso La Verghetta perché è un elemento del gruppo, suona dietro al mixer, è talmente bravo che ci tengo a far capire che la formazione ha anche lui come elemento importante.”

Mi vergogno quasi a chiederti come fare per avere “Palepolitana” e “Pape satan aleppe”.
“Questi sono ben distribuiti: “Pape satan aleppe” sta nelle Feltrinelli, l’etichetta Afrakà è mia, ma viene distribuito dalla Self che è una distribuzione nazionale importantissima. Questi sono CD che porto nei concerti, quindi chi viene ad ascoltarci dal vivo può prenderli e pagarli anche un po’ meno. Prossimamente faremo delle date, in primavera inizierà il tour nei locali.”

Andate a dare il like agli Osanna. Parliamo un attimo di questo tour.
“Non abbiamo messo le date ma le posso annunciare: il 23 marzo inaugureremo la primavera con un concerto al The golden pot di Cardito vicino Napoli, saremo a Roma il 12 aprile al Wishlist con ospite Enrico Capuano e faremo una presentazione importante perché quest’anno dedichiamo parte del repertorio a tutto il film “Milano calibro 9” dedicato a Luis Bacalov che ci ha lasciato. Per cui con la proiezione del film dietro noi eseguiremo tutto l’album “Milano calibro 9” che è una suite di 45 minuti, oltre agli altri brani storici. Faremo una bella presentazione all’accademia delle belle arti di Napoli, legata al docufilm dedicato a Fernando Di Leo che è stato il regista del film e la regista Debora Farine di Roma presenterà questo docufilm che ha fatto. Tra l’altro lei è quella che farà il prossimo docufilm sugli Osanna, quindi c’è tutto un fermento culturale, ci sarà un libro che uscirà prossimamente, insomma è una bella cosa.”

Ti ringrazio per questa tua partecipazione, un break a leg per le date future e qui a Roma il 12 aprile.
“Ok grazie, un abbraccio a tutti voi. Ciao!”

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