Presto che è tardi, il tempo non c’è!

tempo

Ma voi l’avete capito come ci siamo complicati la vita? Ce lo aveva già detto Einstein, il tempo di per sé non esiste. Come no? E pensare che abbiamo fatto andata e ritorno dall’inferno per le mille formule che il prof. di fisica ci voleva inculcare in testa!

Il tempo. Concetto filosofico o fisico?Probabilmente entrambi, le due discipline si sono sempre intrecciate tra Aristotele, Hegel, Newton, Heidegger e molti altri. Oggi stanno bisticciando con la meccanica quantistica, e nelle equazioni del modello della gravità quantistica a loop il tempo scompare del tutto. Ciò che esiste a livello fondamentale sono atomi di spazio, l’universo e la sua storia sono i modi in cui vengono disposti. Oggi il filosofo Adrian Bardon (vedi A Brief History of the Philosophy of Time, Oxford University Press) ed il fisico Carlo Rovelli coincidono sul considerare che il tempo non esiste.

Rovelli spiega che non c’è un grande orologio che scandisca il tempo dell’universo, ovunque e allo stesso modo, ma dipende dal luogo e dalla velocità (paradosso dei gemelli). Il tempo probabilmente corrisponde al nostro modo di vedere le cose, ma non fa parte della struttura fondamentale dell’universo. Anni prima Kant aveva brillantemente intuito che il tempo sta in noi, ed Einstein considerava già spazio e tempo non come condizioni in cui viviamo, ma modi in cui pensiamo.

Questo ci appare quanto mai vero se lo rapportiamo alle nostre esperienze quotidiane, i momenti di gioia e dolore non possono essere misurati da nessun orologio, sono l’estremizzazione del relativismo. Un minuto può sembrare lungo un’ora, una giornata può volare in pochi attimi.


«Alice: how long is forever?  White rabbit: sometimes just one second» (Lewis Carroll).

Alice in Wonderland pone fra le sue tematiche fondamentali anche quelle della relatività del tempo e la smania umana di controllare e dominare, mentre invece ne usciamo stressati, ossessionati, presi da una frenesia ed una fretta assurde, proprio come il Bianconiglio. Emergono gli orologi. Idea ripresa dal catalano Dalì con La persistenza della memoria,dove gli orologi molli sono un simbolo inconscio della relatività di spazio e tempo.

La tecnologia prende spesso le mosse proprio dall’ingabbiare e dominare il tempo. Orologi, automobile, lavatrice, telefono, computer: se ci pensiamo sono solo alcuni esempi dell’ottimizzazione del tempo.

Passiamo tutta la nostra esistenza a rincorrere questa illusione e vi basiamo perfino la nostra evoluzione. Quindi da dove arriva la nostra percezione del tempo? E’ insita nella natura umana, collegata forse con quella del ciclo vita/morte?

Se da una parte non è ancora chiaro se si tratti di illusione, istinto primordiale o legge fisica, dall’altra è assodato che abbiamo un periodo limitato per vivere. Sono state elaborate un’infinità di teorie sul come gestire il tempo per lavorare, studiare, amare o usare i momenti liberi.

Perfino la guida turistica Lonely Planet va oltre i paesaggi, offrendo esperienze in grado di rendere del tutto relativo il concetto di tempo, o fermarlo. Da anni esistono anche le Banche del Tempo, libere associazioni tra persone che si auto-organizzano e si scambiano tempo, perché alla fine è proprio questo che poi acquista valore. Le banche comuni, ma più in generale qualsiasi rapporto economico, speculano sul tempo (i famosi interessi ne sono la monetarizzazione).

tempo (4)Memento mori è il fulcro centrale di molti filosofi, nonché delle religioni orientali. Il ricordarsi la propria caducità e fragilità spinge non solo a liberarsi di materialismo e superficialità, ma anche di vivere a pieno il momento attuale. Non esiste nulla al di fuori del presente. Passato e futuro sono creazioni dalla nostra mente.

Qui ed ora è l’unica realtà della nostra esistenza. Oggi ce lo dicono anche i fisici, ci siamo impigliati in una percerzione/illusione che guarando al passato o al futuro ha creato poi malinconia, nostalgia, tristezza o infelicità.

BIAGI: L’ultima domanda, qual è la tua ricetta per essere felici?
OSHO: “…qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti. Perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. Vivere nei ricordi, vivere nell’immaginazione significa vivere una vita non esistenziale; e vivendo fuori dall’esistenza ti sfugge cosa l’esistenza è. Sarai inevitabilmente infelice, perché per tutta la vita ti lascerai sfuggire la vita stessa. Perdi un’occasione dopo l’altra, ma la vita non ti dà due istanti contemporaneamente: te ne dà solo uno alla volta! E quell’istante può essere vissuto oppure ce lo si può lasciare sfuggire. Vivi nel presente. In questo istante, ora…”
(
Intervista di Enzo Biagi a Osho – 12 Gennaio 1986)

Fuck Pirlott, let’s rock        

Lara Farinon

Fonte MIfacciodiCultura.it

 

 

 

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