Primo

torre

L’editore mi invia un messaggio il quale contiene l’avviso di iniziare a scrivere il primo articolo da pubblicare sulla nuova testata di informazione.
Sono elettrizzato come tutte le prime volte che devo dar vita a qualcosa di nuovo.
Un nuovo lavoro, una nuova puntata in radio, un nuovo viaggio, un nuovo disco da ascoltare. La prima volta è qualcosa che appartiene ai vivi perchè vuol dire, di fatto, dare vita ad una nuova piccola vita. Fino a che ci saranno prime volte, ci saranno nuove vite, che messe insieme formano la tua, la somma di esse la fa crescere e la fa diventare grande, adulta e matura.
Appena ricevuto il messaggio mi sono passate per la mente tutta una serie di idee su cosa scrivere. Ho pensato a qualcosa inerente la radio, qualcosa relativo alla trasmissione “NotediViaggio” che conduco a Radio Godot, ho pensato di scrivere un articolo sulla musica, di cui sono appassionato, sul calcio, su mio figlio.
Poi nel giro di pochi minuti tutto cambia. Tutto quello a cui stavi pensando, con l’elettrizzante passione e quella soddisfazione tipica di chi si accinge a fare qualcosa che sa, darà nutrimento, se pur piccolo, al suo ego, tutto quello in pochi minuti svanisce, perche’ leggi una notizia che spezza il precario equilibrio, quello che, ogni istante della tua vita, passi a regolare e calibrare per fare in modo che tutto rimanga in piedi, anche se traballante, precario, provvisorio, del resto si sa che non c’e’ cosa piu’ definitiva che una cosa provvisoria.
Non e’ la prima volta che leggi notizie del genere, attentati terroristici, e’ gia successo a Parigi, a Londra, a New York, e anche nella nella tua città, l’ultima volta tanti anni fa, ma succede ogni giorno anche nelle città che a noi occidentali mettono così tanta paura, anche li saltano in aria persone, uomini, donne, bambini, esseri umani che si accingono a fare qualcosa con l’elettrizzante passione e quella soddisfazione tipica di chi sa che darà nutrimento, se pur piccolo, al loro ego, tutto quello in pochi minuti svanisce, perche’ leggono una notizia o sono protagonisti di qualcosa che spezza il loro precario equilibrio, il quale, ogni istante della loro vita, passano a regolare e calibrare per fare in modo che tutto rimanga in piedi, anche se traballante, precario, provvisorio, ma del resto si sa che non c’e’ cosa piu’ definitiva che una cosa provvisoria.
Esseri umani a cui l’editore ha appena inviato un messaggio il quale contiene l’avviso di iniziare a scrivere il primo articolo da pubblicare sulla nuova testata di informazione. Sono elettrizzati come tutte le prime volte che devono dar vita a qualcosa di nuovo. Un nuovo lavoro, una nuova puntata in radio, un nuovo viaggio, un nuovo disco da ascoltare. La prima volta è qualcosa che appartiene ai vivi perchè vuol dire, di fatto, dare vita ad una nuova piccola vita.
Sono consapevoli del fatto che fino a che ci saranno prime volte, ci saranno nuove vite, e che se messe insieme formeranno la loro, la somma di tutte le faranno crescere e le faranno diventare grandi, adulte e mature.
La guerra cancella le prime volte, cancella le piccole vite che iniziano dentro e che messe insieme fanno evolvere la tua.
Spezza gli equilibri precari in maniera definitiva.
Quando leggi notizie come quella di ieri, la notizia degli attentati a Parigi, ma anche degli attacchi aerei in Siria o in Afganistan, quando leggi delle bombe su Falluja che hanno letteralmente strappato la pelle a tutti quelli che erano la sotto, capisci che la tua prima volta e’ compromessa, perchè non scriverai qualcosa di cui sei appassionato ma scriverai, pensando alla tua paura, con tristezza, proverai, come ho fatto, a far finta di nulla ma sarà del tutto inutile.
Bene, ma io alla prima volta non ci rinuncio e scrivo.
E parlo della cosa piu’ bella, di quella piu’ semplice, di quella che, in giorni come questi, fa spazio alla rabbia, alla paura, all’odio. Parlo dell’opposto di tutto cio’, parlo dell’Amore.
L’amore, è così meraviglioso che è difficile definirlo. È più facile dire come agisce. L’amore è longanime e benigno. L’amore non è geloso, non si vanta, non si gonfia, non si comporta indecentemente, non cerca i propri interessi, non si irrita. Non tiene conto del male. Non si rallegra dell’ingiustizia, ma si rallegra della Verità. Copre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.
L’Amore di cui scrivo e’ l’Amore che in greco e’ tradotto “agape, un Amore guidato e governato da un principio, lAmore incondizionato, senza riserve, pronto a dare senza ricevere.
Si puo’ e si deve imparare ad amare, Il vero amore spinge a fare ciò che è bene e utile per gli altri. Gli esseri umani generalmente esprimono amore, ma spesso in maniera sbagliata, confusa e distorta. Per questo e’ fondamentale imparare ad amare nel modo giusto. “L’amore è longanime e benigno”. Sopporta condizioni sfavorevoli ed errori altrui, l’amore è benigno, qualunque sia la provocazione. L’amore non cerca i propri interessi. Segue questo principio: Ciascuno continui a cercare non il proprio vantaggio, ma quello altrui.
Manifestare Amore e’ come se fosse sempre “una prima volta”, io voglio continuare ad amare e voglio continuare a crederci, costi quel che costi, perche non voglio smettere di vivere.

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