Quando anche la Musica d’estate va in vacanza

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Mai come quest’anno, durante le vacanze, ho avuto modo di confrontarmi con la realtà musicale estiva delle FM (preciso, non per mia volontà ma per bonario assecondamento dei gusti musicali dei miei compagni di viaggio!!), mondo con il quale in genere in questo periodo dell’anno entro in contatto sporadicamente o seguendo casualmente qualche manifestazione – imitazione del mitico Festivalbar.

Inutile esprimere il mio disappunto per ciò che le mie povere orecchie hanno dovuto subire: un’accozzaglia di suoni poppettari mischiati tra trap, rap, latino-americano, dance scadente ed elettronica spicciola, accompagnata da testi di difficile comprensione composti probabilmente più in base alla metrica musicale che ad un qualunque senso logico.

E’ vero che d’estate ci piace ascoltare musica leggera, vogliamo solo un’adeguata colonna sonora ai nostri momenti di divertimento sfrenato, alle serate ubriache in spiaggia, all’amore estivo che sarà per sempre accompagnato dall’associazione a questo o quel brano, ma mai come quest’anno ho avuto difficoltà a distinguere le diverse canzoni e cantanti. Sembrava tutto un costante leit motiv intervallato, ogni tanto, da qualche sano tormentone d’annata a tirar su la situazione.

Perché poi il dilemma è anche questo: qual’è il vero tormentone dell’estate 2019? I vari prodotti da talent accompagnati da confacenti featuring come Elodie, Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso, Irama o i soliti noti estivi come Baby-K e Benji&Fede o ancora le immancabili hit spagnoleggianti come “Calma” di Pedro Capo? O magari l’anonima “Maradona y Pelè” dei Thegionalisti che difficilmente sbagliano nel proporre hit tormentose sia col sole che con la pioggia? Persino il povero Alvaro Soler quest’anno non è riuscito a farla da padrone!

E se da un lato ci sarebbe da inorgoglirsi per il fatto che la maggior parte della programmazione musicale fosse italiana e per lo più composta da giovani pseudo talenti, dall’altra parte pensare che la musica italiana sia passata da “Sapore di sale”, “Abbronzatissima”, “Mare mare” o  “Sotto questo sole” (giusto per citare qualche evergreen potenzialmente conosciuto anche dai millennials) a “Dove e quando”, “Calypso” o “Margarita” non fa ben sperare sulle sorti future della nostra discografia. Anche chi ai tempi si presentò al cospetto dei giudici della TV come un cantautore fuori dal coro, alla ricerca di testi più impegnati o di musica di un certo livello (vedi Irama o Elodie) sembra essere stato pesantemente appiattito dalle necessità di fare cassa delle case discografiche. L’estate 2019 è riuscita perfino a resuscitare il caro J-Ax ormai smarrito dal mondo della tv e necessariamente tornato allo stile “famo caciara”.

Insomma, sembra chiaro che il mio voto all’estate musicale 2019 sia un bel 4 e che saranno necessari lunghi giorni di terapia pinkfloydiana, beatlesiana o anche battistiana per restare in casa, per poter recuperare quanto di terribile ascoltato questi ultimi mesi. Ok la leggerezza e l’essere scanzonati, ineluttabili e sacrosanti valori delle hit estive, ma un minimo di qualità, idee ed originalità dovrebbero esserlo altrettanto e non solo per questo periodo.

Lo ammeto, ho avvertito la mancanza di Enrique Iglesias.

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