I Tanti Lati dei Latitanti Ale e Franz

I Tanti Lati dei Latitanti Ale e Franz

Roma – Le relazioni umane. Ruota attorno ad esse il nuovo spettacolo teatrale di Alessandro Besentini e Francesco Villa in arte Ale e Franz, in debutto ieri 14 gennaio al Teatro Ambra Jovinelli di Roma. “Tanti Lati – Latitanti” analizza l’intricata universo di emozioni e ragionamenti che siamo in grado di costruirci e costruire, mettendo a fuoco ciò che di comico e folle c’è nell’essere umano. La soluzione? Ridere insieme delle manie, ossessioni e ingenuità che inevitabilmente sono presenti in ognuno di noi.

Uno spettacolo intriso di emozioni, di musica e di parole. Se ci aspetta di trovare la classica “panchina” a riempire la scena, quella che ha portato alle luci della ribalta il duo comico, si rimane delusi o meglio, piacevolmente colpiti. In questa piéce teatrale che porta la firma registica di Alberto Ferrari, troviamo un albero. Si, un albero e anche una luna. Una scena fissa che rimane da sfondo alle avventure dei lati tanti e tanti uomini che si susseguono quasi in una maratona teatrale. «Uomini scaltri, uomini dubbiosi, uomini saggi, uomini risolti, uomini strani. Tutti uomini però!». Continua poi il regista che ha scritto anche il testo insieme ai comici e ad Antonio De Santis: «Lati tanti – Tanti lati in cui riconoscersi e fingere di non vedere che siamo proprio noi questi uomini. Noi con i nostri modi di vivere, di pensare, i nostri tic e le nostre ingenuità e virtù, le nostre forze e la nostra inesauribile e unica follia».

Tra le canzoni di Giorgio Gaber e le poesie di Ada Merini sfiorare le corte dell’intensità è davvero facile. E quando l’atmosfera si fa emozionante ecco che i comici milanesi ridestano la platea romana con le loro esilaranti battute frutto di una comicità brillante e mai scontata.

E quando la luna e l’albero tornano in primo piano e il sipario sta per chiudersi Alessandro Besentini e Francesco Villa vogliono di nuovo emozionare e lo fanno con il perché del loro spettacolo: «abbiamo voluto dare voce a mille e mille fogliettini sparsi qua e là come coriandoli, come foglie cadute che sono stati trovati all’interno dell’ex Ospedale psichiatrico di Milano Paolo PiniRaccoglierli è stato un gesto emozionante, carico di attenzione e rispetto, un’occasione per fermarci… per interrompere il nostro frenetico modo di vivere e lavorare, per contemplare il sacro che appartiene alla natura umana… ascoltare la voce di chi ha saputo esprimersi nella solitudine… di chi non ha mai taciuto, ma semplicemente per lungo tempo faticato a trovare qualcuno disposto ad ascoltare, ad incontrarsi…»

 

 

 

 

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