The forty days, The colour of change. Niente accade per caso

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Quattro ragazzi giovani, una passione per i Pink floyd, una formazione nata quasi per caso, per fare un concerto, che poi è presto cresciuta sviluppando un proprio stile e sound, tanto da far uscire un album “The colour of change” e far conoscere il proprio nome in tutta Italia. Questa può essere una prima carta d’identità per i The forty days, e ce ne parla Dario.

Eccoci qua con Dario Vignale dei The forty days. Buongiorno a te.
“Ciao a tutti, buonasera.”

Bene, com’è che avete chiamato il vostro gruppo The forty days?
“Mah in realtà la ragione è abbastanza semplice. Il fatto è che tra la prima prova che facemmo e la prima serata c’erano appunto esattamente 40 giorni, tre o quattro prove alla fine, quindi abbiamo deciso molto semplicemente per un nome del genere [ride, ndr].”

Ma non sapevate come chiamarvi o prima avevate un altro nome ed è stato sostituito?
“Guarda, in realtà è stata una cosa decisa sul momento perché c’eravamo formati proprio in quell’occasione. All’inizio era un gruppo nato proprio per divertimento, si doveva fare per 3 o 4 mesi delle cover Rock anni ’70 in attesa che partisse il nostro bassista per l’Australia, quindi abbiamo creato, per gioco alla fine, questo gruppo. Abbiamo deciso il nome sul momento, poi la cosa è continuata.”

Sarà anche nato per gioco ma è venuto piuttosto bene, il vostro è un bel CD, “The colour of change”, il colore del cambiamento. V’è un concept dietro o sono pezzi slegati?
“Ma in realtà un concetto base c’è. Non è un concept vero e proprio a livello di storia, non è che raccontiamo una storia con un inizio e una fine, è un concept proprio a livello di concetto. Parla un po’ della situazione tipica che può vivere un ragazzo tra i 25 e i 30 anni nel nostro paese e nella nostra epoca, quindi tutte le difficoltà che ci sono dietro questo periodo denso di cambiamenti, appunto, come dice il titolo stesso. Si racconta un po’ questa situazione sotto vari aspetti, raccontando storie alla fine anche abbastanza autobiografiche, quindi personaggi che esistono veramente e si trovano nella situazione di ricerca di lavoro e di futuro, tutte queste realtà che hanno a che fare con un ragazzo di quell’età del nostro periodo, alla fine. Una cosa molto terrena, si parla di argomenti abbastanza pratici, una situazione che penso in questo momento ognuno stia vivendo in quel periodo della propria vita.”

Certo, la ricerca del lavoro e problemi piuttosto importanti. Avete fatto i video di “John’s pool”, di “The garden” e ne state preparandone uno per un terzo brano.
“Sì sarà pronto a breve, la canzone è la penultima del nostro disco e si intitola “Restart”.”

Il vostro CD è edito dalla Lizard, salutiamo Loris Furlan. Avete avuto molti riscontri positivi, ho visto che vi conosce e vi apprezza tanta gente e siete stati molto votati qui, siete dei livornesi conosciuti a Roma. Per acquistare il CD come possiamo fare?
“Sì devo dire molto a sorpresa, nelle prime due fasi del concorso eravamo pure in testa e ci ha fatto molto piacere. In realtà livornese sono solo io, gli altri sono pisani, quindi c’è questa collaborazione inedita [ride, ndr]. Per il nostro CD come prima scelta se venite a vederci ai nostri concerti lo potete acquistare direttamente da noi, ovviamente. Se non riuscite a vederci ci sono tutta una serie di distributori con al primo posto la G. T. music distribution di Antonino Destra e Vannuccio Zanella, quindi potete andare sul loro sito e ordinarlo lì, altrimenti ci sono altri tipo BTF, Ma.ra.cash, Pickup records, insomma sicuramente andando sulla nostra pagina Facebook potete vedere la lista completa.”

Andate a dare il like su Facebook ai The forty days, a vedere come prendere il CD e quando pubblicheranno le date dei concerti. Il vostro non è proprio Progressive, c’è un’ispirazione un po’… rosa?
“Sì, direi di sì insomma [ride, ndr]. Siamo partiti da lì alla fine, perché io e il cantante avevamo una cover band dei Pink floyd, anche se è durata poco e con poche pretese, molto fatta per divertimento. Però appunto siamo partiti da lì e sicuramente in questo primo disco l’influenza si sente parecchio.”

Ma si sente comunque l’elaborazione del suono, è un’ispirazione, gruppi che mettono la propria creatività nella musica che fanno ci vogliono.
“Ti ringrazio e sicuramente siamo d’accordo, nel senso che alla fine molto spesso ai gruppi che fanno musica inedita è dato pochissimo spazio. Andate a vedere le tribute band ma soprattutto andate ai concerti dei gruppi che fanno cose inedite.”

Ricordiamo e salutiamo chi suona con te.
“Sì, ci stanno ascoltando di sicuro e sono Giancarlo Padula che è cantante e tastierista, Massimo Valloni al basso e cori e Giorgio Monreale alla batteria. Questo è il nostro quartetto.”

Ricordiamo “The colour of change”, etichetta Lizard, distribuzione G. T. music e altre. Sul loro Facebook ci sono tutte le informazioni. Sono contento di ospitare gruppi di valore, ti ringrazio Dario per essere stato con noi.
“Grazie a te, sicuramente ci vedremo a qualche nostro concerto. Grazie ancora!”

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