The future is now!

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C’è chi l’ha chiamata la sua Woodstock, chi l’ha definito il concerto del futuro, quello che è certo che il Jova Beach Tour è un evento senza eguali, almeno da noi. E questo Lorenzo lo sa, anzi è proprio per questo che ha deciso di liberare finalmente dalla sua mente l’idea futuristica di questa città concerto: “la nostra città invisibile” la definisce citando ltalo Calvino e probabilmente come lo stesso scrittore, il suo intento è di aiutare il suo pubblico a cercare chi e cosa in mezzo all’inferno quotidiano non è inferno, per farlo durare e dargli spazio.

Di spazio Lorenzo ne ha tanto, quello incontaminato della spiaggia e del mare. Di inferno senza dubbio c’è la caldissima temperatura estiva, che però non scoraggia i fans più accaniti dal mettersi in fila all’apertura dei cancelli alle 14 per piazzarsi in prima fila sotto ad un palco già arroventato e godersi ogni minuto di questa ricerca del non inferno.

Nonostante una discutibile organizzazione dovuta evidentemente anche all’unicità dell’evento nel suo genere e che ha creato non pochi disagi, nella prima data del tour lo scorso 6 luglio a Lignano sono state 45000 le ammassate e accaldate persone che hanno potuto sperimentare per prime la città jovanottiana: tra uno stand di uno sponsor dove cimentarsi con giochi ed imprese personali per vincere un gadget brandizzato (quale miglior occasione di questa per farsi un po’ di pubblicità??!!) ed uno di pizza e mortadella o arrosticini, alle 16.00 in punto ecco accendersi uno dei due palchi più piccoli a refrigerare gli estemporanei bagnanti a suon di ospiti e Dj set.

Ed è Lorenzo in persona il primo ad apparire per spiegare cosa sia il suo Jova Beach Tour e, come un santone d’altri tempi, a incitare la folla convincendo tutti che quella sarebbe stata un’esperienza unica che li avrebbe uniti per sempre. Si sa, Jovanotti è sempre stato il proclamatore di positività e belle speranze ancor più in questa occasione di cui ribadisce più volte l’impegno fisico e mentale che richiede per tutti.

Si balla, si canta, si suda, si fa il bagno, ci si arrabbia anche un po’ quando le scorte di cibo e bevande finiscono, quando si sta un’ora e più in fila per acquistare qualsiasi cosa senza nessun posto all’ombra e quando ci si accorge che il sistema dei token è una gran fregatura. Finché non arriva LUI. E spazza via tutto.

2 ore e mezza di pura, assoluta energia: alle 20.30 il non inferno inizia! Lorenzo è irrefrenabile con la consolle, torna a fare quello che ha sempre voluto: far divertire la gente! In questo è un campione assoluto che solo la pioggia improvvisa può fermare prima del tempo.

Ed è generoso Lorenzo. Nonostante la sua megalomania si traduca in ogni elemento autoreferenziale possa essere esposto nella città futuristica, sul palco è un’altra cosa: i suoi più grandi successi si fanno spesso da parte per lasciare spazio ai pezzi “fomentafolle” del passato (n.d.r. triste notare che dal 2000 in poi non ci sia stato quasi nessun pezzo degno di essere citato in questa playlist). Mixa, improvvisa, balla. canta vecchi classici italiani su basi moderne, riarrangia persino i suoi pezzi (e li la band si prende una bella cazziata!!). Fa dimenticare le 10 ore sotto al sole, la fatica della giornata di mare, i disagi della cattiva organizzazione: fa dimenticare l’inferno. E lo fa nel rispetto dell’ambiente: nonostante le impenitenti proteste degli ambientalisti ed i commenti di chi dice aver visto riversati sul bagnasciuga chili di plastica finiti nel mare, ad un’ora dalla fine del concerto la spiaggia è completamente pulita. Bravo anche qui Lorenzo ad arruffianarsi il pubblico elogiando tutti come persone intelligenti che sanno comportarsi.

Nonostante molte cose da migliorare, trovare un metro di paragone per il Jova Beach tour è effettivamente difficile: non è Woodstock, non è Campovolo né Modena Park – concerti da record che sono stati senza dubbio gli aghi che hanno punzecchiato l’ego di Lorenzo – è semplicemente il JOVA BEACH TOUR.

JUST ENJOY!

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