E poi ti accorgi che respiri

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Dopo le notizie che ci hanno bombardato il cervello da venerdì notte sugli attentati di Parigi, ora è il momento di farci sentire.
A Parigi viveva una ragazza, Valeria, di 28 anni, studentessa universitaria. Ora lei non c’è più. Ma poteva non esserci Marina, 29 anni, pasticcera che viveva a Parigi fino a qualche mese fa. Insomma, le vite dei ragazzi italiani sono spesso partite alla volta della Francia alla ricerca di guadagno e cambiamento di stile di vita. Questo non deve cambiare, mai. Dovremo continuare a mandare i nostri figli in Francia e più precisamente a Parigi a studiare o lavorare.
Tutto questo, inoltre, non compromette il fatto che quello che è accaduto a Parigi lo scorso weekend poteva accadere a Roma.
Concerto rock? Al Bataclan?
Noi a Roma abbiamo avuto un evento, “Rock in Roma”, durato da giugno a settembre e, fortunatamente, non è successo nulla se non qualche scazzottata per nervosismi vari ed eventuali.
Cene fuori in uno dei quartieri più popolari, la Belle Epoque?
E perché non a Trastevere di venerdì sera?
Questo attentato è una catastrofe e purtroppo lo è, per altri versi anche il comportamento delle autorità che parlano dopo.Sempre dopo. E mettono in crisi le persone. Spaventano invece di aiutare a crederci e ad essere forti, soprattutto per i francesi che hanno subito questo macello di corpi.
Dico che per quanto mi riguarda c’è allarmismo per il dramma del terrorismo ma c’è anche una modalità comunicativa dei mezzi d’informazione abbastanza discutibile.

Camilla D'Angeli

Camilla D'Angeli

Assistente Programmi

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