“TI SEGUIRÒ FINO ALL’INFERNO” DI M. VALENTINO

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“Il mondo è pieno di mostri come me che aspettano solo di nascere: dal ragazzino a scuola umiliato dai compagni di classe a quello maltrattato in famiglia: c’è un intero esercito di anime inascoltate che grida solo vendetta!”

Un messaggio crudele e folle, soprattutto se messo in bocca a un maniaco omicida, eppure colmo di una durissima verità. Verità che ci viene sbattuta in faccia dalla prima all’ultima pagina di Ti seguirò fino all’inferno, visionaria opera autopubblicata di M. Valentino.

Una ricetta potente ma non adatta a tutti, poiché i suoi ingredienti principali sono miseria, dolore e morte: elementi che colmano la vita del protagonista, il giovane Zeph, modesto lavoratore nella solitaria cittadina di Cornerstown.

Questi è un giovane depresso e sfiduciato nei confronti del futuro a causa dello squallore in cui vive da anni; privo di sogni e speranze, con un passato turbolento alle spalle, non fa che tirare avanti giorno dopo giorno, tra turni di lavoro e serate con amici.

Le cose cambiano all’improvviso quando fa la conoscenza del suo nuovo collega Troy, così simile a lui nell’animo che finirà con il tempo per innamorarsi di lui, iniziando una relazione turbolenta tra eccessi e depravazioni.

Nel frattempo una serie di orrendi delitti spezza la tranquillità di Cornerstown, fatti che coinvolgeranno Zeph quando scoprirà un’inquietante verità su Troy.

È una storia tragica, cruenta e ricca di dettagli macabri, elementi che ne fanno un horror degno di questo nome. L’autore porta in scena molti temi, tra cui spiccano l’omosessualità e la “vita crudele” con cui fanno i conti innumerevoli persone oggigiorno: quella routine quotidiana che spegne con il tempo sogni, speranze e persino il cuore, trasformando un uomo comune in un’ombra senza identità. Basta poco, a quel punto, per trasformare l’ombra in un mostro assetato di sangue, pronto a esplodere riversando la sua furia omicida su qualsiasi malcapitato. Ti seguirò fino all’inferno dimostra, in definitiva, come non servano demoni, streghe o non-morti per spaventarci con l’orrore quando dentro di noi possono nascondersi mostri ben peggiori. Mostri nati dalla sofferenza inflitta per anni dalla propria vita, pronti a emergere quando la sopportazione giunge al limite.

Per gli appassionati dell’horror è senza dubbio un titolo da non perdere.

Come nasce il tuo libro?
“Ti seguirò fino all’Inferno”, nasce nell’estate del 2014. Volevo riprendere una storia che avevo iniziato a scrivere nel 2008-2009 che poi, per diversi motivi, non ho proseguito. Scriverlo è stato liberatorio, mi è servito a buttare fuori tutti quei demoni che avevo dentro da tempo; una sorta di “catarsi”, nel senso più “psicoanalitico” del termine. Ho iniziato così, per gioco e sinceramente non avrei mai pensato di finirlo, né tanto meno di pubblicarlo poi, piano piano, la storia, i personaggi hanno iniziato a prendere forma e alla fine, eccolo qua.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

I protagonisti del mio romanzo sono due emarginati, due esclusi. Entrambi hanno vissuto esperienze traumatiche che non hanno saputo elaborare, superare; non hanno conosciuto i valori positivi della vita quali l’affetto di una famiglia, l’amicizia e questo li ha portati a intraprendere strade sbagliate. L’incipit credo che sia abbastanza chiaro: “Trovandosi, due anime perse, possono solo bruciare all’inferno insieme” e significa proprio questo: due entità simili, con un passato in comune fatto di traumi e violenze di ogni tipo, difficilmente potranno salvarsi e vivere una vita “normale”; al contrario, confrontando le proprie esperienze negative, condividendo l’odio che hanno verso tutto quello che li circonda; potranno solo sprofondare sempre di più verso l’abisso, trovando una sorta di conforto in tutto quello che di più sbagliato e aberrante c’è: che sia droga, autolesionismo, violenza gratuita. Alla fine credo che la morale sia molto semplice: circondatevi sempre di persone positive, stimolanti, che vogliono tirarvi fuori da quel tunnel buio in cui vi siete nascosti. A volte chi soffre, chi ha subito traumi, è attratto e tende a cercare persone che soffrono o hanno sofferto a loro volta: credo che questo sia puro masochismo. Va bene condividere esperienze, storie di vita, anche brutte, a patto che queste siano state debitamente archiviate, elaborate; magari grazie anche all’aiuto di uno specialista.

A quale pubblico è rivolto?

Spero che il mio romanzo sia notato dalla comunità LGBTQ+. Alla fine si tratta di una storia d’amore omosex, diversa dai soliti stereotipi cui siamo abituati quando si parla di “tematica gay”. I protagonisti sono due “brutti sporchi e cattivi”, solitari, sociopatici se vogliamo; ascoltano Metal, non seguono la moda, passano le loro notti a girovagare tra boschi e costruzioni abbandonate… insomma sono tutto il contrario di quello cui ormai i media e la cultura di massa ci ha abituato quando si parla di “cultura LGBTQ+” e spero che questo incuriosisca. Ovviamente, essendo un thriller psicologico/horror è rivolto anche agli amanti del genere che noto essere sempre più numerosi.

Leggi il mio libro perché…

Credo di aver scritto qualcosa di nuovo, che ancora non si è visto nel panorama narrativo italiano. E’ un romanzo crudo, viscerale, brutale, che come detto prima, ha una sua morale. Spero che lasci un segno in chi lo leggerà. Lo consiglio e lo dedico a tutti quelli che a volte si son sentiti soli, emarginati, esclusi: è un “grido di battaglia” per tutti voi. Sappiate che non siete soli.

 Progetti futuri?

A giugno presenterò “Ti seguirò fino all’Inferno” presso la libreria Globo di Pistoia. Ho intenzione di farlo tradurre in inglese e proporlo al mercato statunitense e ho già in mente qualcosa per il prossimo romanzo. Sono indeciso tra uno “Spin-Off” di “Ti seguirò fino all’Inferno”, oppure scrivere un romanzo che tratterà di oppressione e persecuzione degli omosessuali sotto una dittatura di stampo religioso, sarà una storia più drammatica e meno thriller.

Ti seguirò fino all’inferno, visionaria opera autopubblicata di M. Valentino  merita 5 stelle su 5.

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