Twitter: rivoluzione ai vertici e crollo in borsa

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Il social network perde quattro top manager ed il titolo crolla a Wall Street. Duro colpo ad una società già da tempo in crisi, tra prospettive di crescita preoccupanti ed insoddisfazione degli investitori.

Twitter perde la testa. Quattro top manager hanno deciso di lasciare il loro incarico, creando il caos ai vertici del social network azzurro. Jack Dorsey, Ceo della società, ha twittato domenica 24 gennaio, dichiarando la cessazione dei rapporti con la compagnia per il responsabile di sviluppo e progettazione Kevin Weil, il responsabile dell’engineering Alex Roetter, il capo delle risorse umane Brian Schipper e la responsabile dei rapporti con i media Katie Jacobs Stanton. Ai quattro si è aggiunto il responsabile del servizio di condivisione video “Vine” Jason Toff, che ha annunciato il suo passaggio a Google dove si occuperà di realtà virtuale. Il motivo di questa mobilitazione va ricercato nei problemi, ormai soliti, relativi alla crescita del numero degli utenti e alla profonda insoddisfazione degli investitori.

La rivoluzione non è passata inosservata in borsa: il titolo è arrivato a perdere circa il 7% a Wall Street e le azioni sono precipitate al minimo storico di 16,69 dollari nell’ultima settimana. Un colpo durissimo per una società già in crisi, che nell’ultimo anno ha visto un calo delle azioni del 55% ed è stata costretta ad una riduzione della forza lavoro dell’8%. Anche le prospettive di crescita del social sembrano preoccupanti: a fine settembre 2015 gli utenti registrati a Twitter erano circa 320 milioni, solamente quattro milioni in più del trimestre precedente. L’eterna rincorsa nei confronti di Facebook, e l’incapacità di raggiungere i suoi numeri, ha costantemente condizionato Twitter ed il suo Ceo Jack Dorsey, che ha già da tempo annunciato un cambiamento radicale del servizio con l’estensione dei 140 caratteri, da sempre marchio di fabbrica dei cinguettii. Una rivoluzione finalizzata all’espansione ed alla crescita del numero di utenti, in grado di dare nuova vitalità ad un social network che sembra da tempo in crisi.

I dimissionari rappresentavano una parte dello zoccolo duro della società, i quattro erano membri dei nove totali del team esecutivo di Twitter. Momentaneamente sono stati scelti Adam Bain e Adam Messinger, rispettivamente chief operating officer e chief technology officer della società, per svolgere le funzioni degli ex vicepresidenti, ma in settimana Twitter potrebbe nominare altri due membri da inserire nell’esecutivo. La missione di Dorsey ora è quella di trovare un’identità ben precisa senza snaturare la piattaforma, e di attuare una strategia che riconquisti gli azionisti delusi dal periodo di stallo che si protrae ormai da troppo tempo.

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