Via Francigena, il festival dei cammini

Via Francigena

La Via Francigena era l’antica strada che i pellegrini percorrevano in Europa per raggiungere alcuni luoghi di culto. Oggi è un festival e un progetto che da sei edizioni riavvicina gli uomini ad un tempo interiore attraverso il cammino e che include ben 700 eventi. Da sei anni infatti è possibile avvicinarsi a questa pratica spirituale, che non sottindente per forza una credenza religiosa, attraverso il grande lavoro che l’Associazione Europea delle Vie Francigene  svolge per divulgare e promuovere i cammini inclusi nel Festival, gli eventi che è possibile vedere e soprattutto come fare per partecipare a questo movimento turistico, culturale e di pensiero. Il fatto è molto semplice. Partecipare al Festival vuol dire scegliere una direttrice di marcia, una strada, una rotta e incamminarsi nel vero senso della parola, a piedi, con uno zaino che non dovrebbe essere più pesante di 15-20 kg. Il percorso medio che si può compiere in questa maniera, tarato più o meno sull’esperienza dei pellegrini, è di 25 km al giorno. Ovviamente con soste, pause, momenti di riposo. Se il percorso però è difficoltoso, scosceso o comunque presenta pendenze significative, sempre secondo l’esperienza consolidata di chi da tempo pratica questa disciplina, i kilometri si dimezzano e diventano circa 13. È consigliabile evitare di portarsi dietro oggetti oggi “ritenuti” indispensabili come tablet o computer, ma di ingombro. Il vero spirito del pellegrino sarebbe quello di riappropriarsi attraverso il cammino di una dimensione personale, riflessiva o anche sociale con la condivisione del viaggio. Gli scopi però possono essere diversi. Il walking è una pratica ormai in uso in Europa e ci si può incamminare anche per lasciarsi alle spalle la vita frenetica delle città, per visitare luoghi naturali di indubbia bellezza e poco conosciuti, per visitare monasteri e conventi di pregio artistico e architettonico, per meditare, per pregare e, naturalmente, anche per fare qualcosa di diverso, poco usuale, ma di moda e originale.

Insomma le spinte e le motivazioni interiori possono essere le più diverse, e chi dovesse avere questo tipo di esigenza può trovare un prezioso aiuto sul sito del Festival della Via Francigena (così chiamata perché passando per la Francia portava i pellegrini a Roma, tuttora praticata), che presenta le informazioni utili anche per chi non è avvezzo e vuole solo avvicinarsi a questa esperienza. È infatti possibile studiare una serie di percorsi e cammini, che riguardano anche il Centro Italia e il Sud con l’indicazione degli eventi preferiti da raggiungere, quasi come fosse una meta, uno scopo, un obiettivo, mentre «il fine ultimo è proprio quello di riappropriarsi di un modo di spostamento che è congenito nell’uomo: il camminare», sottolinea il direttore del Festival Sandro Polci. Insomma basta scegliere il concerto, la rassegna musicale, quella artistica o fotografica, l’incontro, il reading, la sagre gastronomica e quindi mettersi in viaggio per raggiungere la località prescelta. Ecco da dove nasce il titolo di Festival. Sempre sul sito è possibile studiare e prendere nota delle tappe da effettuare, dei luoghi dove sostare la notte, che spesso e volentieri sono economici e richiedono un minimo sforzo in denaro o contemplano la possibilità di lasciare un’offerta. È dunque possibile conoscere l’Italia (il Festival non riguarda però solo il Bel Paese) in modo differente, attraverso una serie di rotte e cammini che portano in alcuni tra i luoghi più belli della Penisola, spesso viaggiando (pardon cammiando) su strade panoramiche, lontane dal traffico veicolare, in solitaria e circondati dai soli rumori della natura. Altre volte anche costeggiando le principali arterie stradali. Non a caso il Fai è tra i promotori di questo movimento che merita di essere conosciuto dal grande pubblico.

Tra le regioni italiane la Toscana è la più attrezzata ed è quella che segnala meglio le tappe e le fermate in osterie, ostelli, conventi e “bed and braekfast”. Le altre regioni, grazie anche alla visibilità che anno dopo anno si sta conquistando il Festival, stanno crescendo di consapevolezza, segnalando i percorsi e promuovendoli attraverso le Pro Loco. Senza contare poi quanto avviene negli altri paesi europei, bene attrezzati per questo tipo di turismo. Infatti, “con passo dolce e condiviso”, come ama dire e ripetere il direttore del Festival Sandro Polci, è possibile andare da Roma fino a Canterbury, Trondheim, Gerusalemme e in Turchia. Ci sono anche rotte di 3000 km, che partono dalla Scandinavia e raggiungono Gerusalemme, passando per Roma. Infine, dato che questo è “l’anno nazionale dei cammini”, Trenitalia ha studiato una serie di servizi, per cui sarà possibile abbinare ai tradizionali percorsi a piedi altri in treno, facilitando alcune mete e aprendole al vasto pubblico.

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